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30/10/2009 - Non chiamateli bestie. Articolo di Francesca

“ Non chiamateli bestie”. Articolo di Dr Francesca Valentini

Le pagine della cronaca, nera e non, abbondano ogni giorno di notizie più o meno terrificanti e scioccanti. Gli uomini, o meglio dovrei dire gli esseri umani, visto che il gentil sesso non è da meno,  hanno comportamenti sempre più aberranti nei confronti di altri esseri umani ma anche degli animali che li circondano. Alcuni giorni fa una badante kazaka, in preda ai fumi dell’alcool ed all’ira, ha letteralmente scaraventato in mezzo alla strada un uomo anziano, costretto sulla sedia a rotelle, di cui , teoricamente, doveva prendersi cura. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio. L’uomo era in lacrime e posso ben comprendere quali pensieri gli siano passati per la mente.Il progresso ha portato tanta indifferenza, egoismo, cinismo e cattiveria verso il prossimo. L’uomo è sicuramente tornato indietro nel tempo con la mente ripensando ai tempi in cui gli anziani erano rispettati e portati su un piatto d’argento. Forse avrebbe voluto riavere 30 anni per un attimo per poter dire la sua a quella donna malvagia e scriteriata, ma alla sua età i ricordi e le lacrime sono ciò che resta di una vita vissuta coraggiosamente e senza nuocere a nessuno. Di episodi come questi il giornale è pieno. Due studenti hanno marchiato con il fuoco il braccio di un coetaneo durante la lezione in aula proprio alcuni giorni fa ed ancora un anno e mezzo fa una addestratrice di delfini è stata barbaramente assassinata nel suo condominio da un  condomino folle che non sopportava l’abbaiare dei suoi cani. Lo stupro della Caffarella  poi e quello della povera Signora Reggiani , sono casi che non troverebbero riscontro nel mondo animale. Gli animali non stuprano, non degradano i  loro simili come facciamo noi e se sono predatori lo sono per fame. I  cani vegliano sulle strade i loro compagni agonizzanti o morti ed i gatti sono capaci di tornare per giorni o per anni( lo ho visto con i miei occhi) sulla tomba di un compagno di giochi defunto.Vorrei chiamare queste persone senza cuore, spesso assassini nel peggiore dei casi, con un sostantivo forte che sottolinei la gravità del loro comportamento ed il degrado del loro animo. Sono carogne, delinquenti, assassini, indipendentemente dal loro ceto sociale e dalla loro nazionalità, ma per favore non chiamateli bestie od animali  perché la dignità , l’amore smisurato e l’altruismo di molti animali ( soprattutto domestici) ne uscirebbe a pezzi. Quando guardo il mio cane Lotte, o ripenso a Schwarz, la mia compagnia di una vita, vedo occhi che mi guardano fiduciosi ed in adorazione, ricordo musi teneri pronti ad asciugare le mie lacrime o giochi improvvisati come cura alla mia tristezza. Bobby, Smokey e Mini, i miei 3 gatti, sono l’esempio più bello e riuscito di convivenza  pacifica e gioiosa  con un esponente canino e non mancano di proteggersi gli uni con gli altri e di fare compagnia al cane in mia assenza. Se il mondo si comportasse come  loro certi conflitti storici tra razze diverse non esisterebbero più  e gli anziani non avrebbero certo bisogno di badanti se autosufficienti. Ma dove é finito l'amor filiale?. Proprio ieri, in Italia, un cane ha salvato la vita del padrone con un massaggio cardiaco provvidenziale. Fatemi un favore!!! Non chiamate più bestie od animali gli uomini come Hitler o Saddam Hussein o quanti ancor oggi nelle nostre cronache lasciano  il loro reo nome, fareste un torto all’amico dell’uomo ed ai felini di casa mia che certo  hanno cancellato dal  loro Dna lo stereotipo dell’egoismo e della convenienza. Chiamateli diavoli invece e non scusateli in nome dei loro anni verdi o del loro disagio sociale.