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07/12/2006 - Una poesia inedita di Giovanni Pascoli

 

Una poesia inedita  di Giovanni Pascoli

 

E stato trovato uno scritto di Giovanni Pascoli che conferma la vicinanza del poeta, vissuto nel diciannovesimo secolo, al mondo dei ribelli. Antiborghese ed insurrezionalista, ecco che cosa ha scritto il poeta.

Sol rida chi ha posto le mani nel sangue”

 

Soffriamo!!! Nei giorni che il popolo langue

È insulto il sorriso, la gioia è viltà!!

Sol rida chi ha posto le mani nel sangue,

e il fato che accenna non teme o non sa:

Prometeo sull’alto del Caucaso aspetta,

aspetta un bel giorno che presto verrà

un giorno del quale sii l’alba o vendetta!

Un giorno il cui sole sii tu, libertà!

Soffriam!Che il delitto non regna in eterno!

Soffriam!Che l’errore durare non può!

Già Satana giudica nel pallido inferno

Il Dio dei tiranni che al buio il danno!

Soffriam: le catene si spezzano alfine

Allor che pugnali, né piaccia foggiar;

fra un mucchio fumante di sparse ruine

già Spartaco è sorto tremendo a pugnar.

Soffriamo , o fratelli! La mano sul cuore

Lo squardo nuotante, nell’alba che appar!!

Udite?! Le squille che suonano l’ore

A stormo tremendo desiano suonar!

Già mugghia il tremuoto laggiù nella reggia!

S’accampa nei templi superbo il pensier!

Un rosso vessillo nell’aria fiammeggia,

e in mezzo una scritta vi luccica in ner:

le dolci fanciulle che avete stuprato,

i bimbi che in darno vi chiesero il pan,

nel giorno dell’ira, nel giorno del fato,

i giudici vostri, borghesi, saran.